Regione Lombardia

Consumo di suolo: la vera difesa è la consapevolezza dei cittadini

By 10/05/2014No Comments

consumo_suoloIl problema del consumo di suolo in Lombardia è che, generalizzando, non è percepito come un problema a meno che, ovviamente, non ci tocchi direttamente.

Faccio un esempio. Se, ad esempio, uscendo di casa vedessimo un nuovo quartiere di villette in costruzione, oppure un nuovo centro commerciale o un albergo di 15 piani, io scommetterei che per la maggior parte di noi il primo pensiero potrebbe essere: “Come mai qui un nuovo albergo?” oppure: “Che belle (o che brutte) quelle villette!” oppure “Ah che bello, un outlet della Diesel!”.

Tranne pochi fanatici, e per fortuna tra i politici ce n’è qualcuno, me compreso, a nessuno viene in mente: “Accidenti ci siamo persi un altro decina di ettari di terreno agricolo“.

Non ne facciamo un problema, a meno che non ne veniamo toccati direttamente, perché non lo percepiamo, perché quando attraversiamo una distesa di campi coltivati, o percorriamo una vallata o camminiamo in montagna, vediamo tanto suolo libero, coltivato o a prati o coperto da boschi. Per cui anche se vicino a casa nostra vediamo sparire prati su prati abbiamo la percezione che comunque in generale di suolo libero ce n’è sempre tantissimo.

Eppure i numeri e le immagini parlano chiaro.

Dal 1950 al 2010 in Lombardia la popolazione in questo periodo di grande crescita demografica ed economica è passata da 6.400.000 a 9.600.000.

Ma nello stesso periodo, le cosiddette aree antropizzate, o urbanizzate che dir si voglia, sono aumentate di tre volte e mezzo.

La popolazione lombarda è aumentata in sessant’anni del 50%; il suolo consumato per ospitarla è aumentato del duecento cinquanta per cento.

E’ chiaro che se aumenta la popolazione, occorre più spazio per ospitarla, ma noi stiamo esagerando, soprattutto perché nel nel primo dopoguerra l’espansione urbana ha riguardato l’alta pianura, da venticinque anni a questa parte il consumo di suolo ha riguardato la parte più fertile, produttiva della nostra regione; ma si è costruito tantissimo anche nelle vallate, intorno ai ai laghi.

Insomma, stiamo distruggendo la parte migliore della nostra regione, e non ce ne rendiamo conto, o più semplicemente pensiamo: “Non sarà l’utilizzo di questo nuovo terreno che cambia molto le cose; in fondo l’edilizia muove molto l’economia“. Di questa opinione sono stati anche gli amministratori di gran parte dei comuni lombardi che hanno approvato Piani di Governo del Territorio che complessivamente prevedono di costruire tante case da ospitare un milione di abitanti in più. Hanno sbagliato, non singolarmente ovviamente, ma presi tutti insieme di cinque volte le necessità ragionevolmente prevedibili.

E’ chiaro che occorre intervenire sulla legge che ha consentito che ciò avvenisse, anche perché i terreni che nei nuovi PGT sono diventati edificabili, sono già persi per l’agricoltura. Perché i terreni edificabili acquistano valore, vengono ceduti dagli agricoltori ai costruttori, non vengono più coltivati.

Anche su questo bisogna intervenire, occorre recuperare i terreni che escono da normali previsioni di necessità, occorre fare in modo che in primo luogo vengano usati i terreni già utilizzati.

Lascia un commento

© 2020 Paolo Micheli Sindaco
Mandatario elettorale
Piero Micheli