Regione Lombardia

In Regione l’offensiva del mattone

By 24/10/2014No Comments

cementificazioneSolo tre giorni fa, invitata alla trasmissione Piazza Pulita, l’assessore Beccalossi aveva vantato la legge sul contenimento di suolo della Regione Lombardia; oggi, dopo un tira e molla di parecchi mesi, Maroni, Beccalossi e la loro maggioranza hanno finalmente reso pubblico il testo del loro progetto di legge il cui contenuto è: tre anni di cementificazione selvaggia!

Il progetto di legge contiene blande norme sul contenimento di suolo; un esempio: per il consumo di terreno agricolo è previsto un aumento del costo di costruzione puramente simbolico del 5%, certamente insufficiente a scoraggiare speculazioni.

Il piatto forte della legge sta nel dar via libera nei prossimi tre anni a tutte le edificazioni previste nei PGT dei Comuni lombardi prevedendo come incentivo a favore dei piani attuativi la dilazione di importi dovuti ai comuni in sei rate trimestrali e il versamento della prima rata un anno e mezzo dopo la firma della convenzione.

L’obiettivo di tutto questo, come è stato spiegato dai rappresentanti della maggioranza nella 5^ Commissione “Territorio ed Infrastrutture” del Consiglio Regionale, è sostenere l’industria edile, considerata un forte motore per tutta l’economia.

Io la penso molto diversamente. L’esame dei PGT dei comuni lombardi ha rilevato che essi già prevedono nuove edificazioni sufficienti a ospitare quasi un milione di nuovi abitanti. Se la legge passerà col testo presentato dalla maggioranza che ha stabilito di blindare il testo anche attraverso una tempistica strettissima di lavori consiliari, quello che accadrà è che tutte queste nuove edificazioni saranno iniziate, utilizzando nuove migliaia di ettari di suolo, in gran parte agricolo.

Io ritengo che ben pochi proprietari dei terreni da qui a fine 2017 rinunceranno alla possibilità di realizzare l’enorme guadagno che viene dalla trasformazione di un terreno agricolo a edificabile. Presenteranno i piani attuativi, sottoscriveranno le convenzioni e inizieranno a costruire.

Costruire ancora non solleverà per niente l’edilizia: dietro a tutti gli edifici incompiuti o invenduti vi sono immobiliari in crisi, fornitori non pagati, imprese edili portate al fallimento.

Costruire ancora oggi significa solo un immenso consumo di suolo nei prossimi tre anni con il fondato rischio che ben poco di quello che inizierà a essere costruito troverà compratori e quindi i soldi per completare le costruzioni. Quello che rischia di accadere è che paesi e città si riempieranno di scheletri di palazzi incompiuti o scatoloni di appartamenti e uffici disabitati. Già oggi in Lombardia si vende pochissimo e gli edifici dismessi o comunque non utilizzati sono un’enormità: i portali più diffusi indicano che già oggi ci sono circa 150.000 abitazioni in vendita, tra nuovo e usato.

La moratoria al consumo di suolo, quello che è necessario per rifare le regole, stabilire priorità, fermare la mancanza di un’effettiva ragionevole programmazione non ha trovato sostenitori nella maggioranza.

Nel centro destra ha vinto il mattone.

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