Regione Lombardia

La Lombardia deve fermare il consumo di suolo

By 06/10/2014One Comment

consumo_suolo_lombardia A luglio, a fine luglio e poi a settembre: dopo che fin dalla primavera scorsa è apparsa evidente la spaccatura della maggioranza regionale di centrodestra sul contrasto al consumo di suolo, il presidente Maroni ha più volte annunciato e rinviato l’arrivo della legge.

Sorprende allora che la nuova data promessa sia ora l’11 novembre, dato che nella Commissione Consigliare Territorio non si è ancora visto né calendarizzato alcun testo.

Se non si tratta dell’ennesima sparata a vuoto, il rischio è che siano stati stabiliti tempi così stretti poiché è stato deciso di portare in Commissione e poi in Consiglio un provvedimento blindato, frutto di una mediazione al ribasso a favore del partito del mattone.

Tutt’altro rispetto a ciò di cui la Lombardia ha bisogno: una legge seria, capace di fermare nuove costruzioni e altre perdite di aree verdi e agricole, compreso e soprattutto i resti ancora inedificati dei Piani di Governo del Territorio e dei PRG comunali.

I comuni lombardi fino ad oggi sono stati lasciati senza regole stringenti, senza una programmazione di area vasta che tenga veramente conto di quelle che sono le situazioni e le necessità non dei singoli comuni ma dell’ambito territoriale nel suo insieme.

Il risultato è stato che, tranne alcune lodevoli eccezioni, gran parte dei comuni, grandi medi e piccoli ha puntato sull’espansione dell’edificazione, per ricavare dallo sfruttamento edilizio del proprio territorio le facili entrate degli oneri di urbanizzazione, per arricchire i proprietari dei terreni che nel passaggio da agricolo a edificabile vedono moltiplicare a dismisura il loro valore, per aumentare la popolazione e quindi l’importanza delle comunità locali.

Ma il risultato è che quanto è stato programmato finora dai PGT comunali è una Lombardia con tanta edilizia in più da far aumentare la popolazione regionale di quasi un milione di nuovi abitanti.

Il risultato è che il prezioso terreno agricolo lombardo viene divorato al ritmo di migliaia di metri quadri al giorno.

Il risultato è che, come abbiamo fatto con molte delle nostre ricchezze, dimostriamo di essere una generazione che spreca oggi senza pensare al domani.

La proposta mia, del centrosinistra e, mi auguro, di una parte sensibile al problema della maggioranza è invece quella di fermare il consumo di suolo anche attraverso una moratoria, di rendere obbligatoria la precedenza al riuso del suolo dismesso, di introdurre il concetto che il terreno agricolo, verde, boschivo è un bene prezioso e che la sua tutela è un indispensabile investimento per il nostro futuro.

One Comment

  • pietro nicolini ha detto:

    Bisognerebbe fare una legge che blocca le costruzioni ai volumi attuali, se vuoi fare un nuovo volume devi demolirne uno equivalente esistente. Semplice.

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