Segrate

Le parole non si possono fermare

By 25/02/2014No Comments

sito_comuneIeri ho preso carta e penna e scritto ai miei colleghi consiglieri comunali di Segrate. Argomento, la diatriba con l’assessore al Territorio, Ezio Lazzari, che nel botta e risposta sulla riqualificazione della stazione ferroviaria cittadina mi ha accusato di dire falsità anche in veste di consigliere regionale. Ma soprattutto l’utilizzo del sito istituzionale da parte dell’amministrazione comunale che viene fatto per attaccare gli avversari politici che siedono in aula senza offrire loro la possibilità di replica.

Di seguito alcuni passaggi della missiva.

«Cari colleghi, all’inizio della seduta di consiglio comunale di giovedì 20 febbraio ho chiesto la parola per dire la mia su un fatto personale. Mi riferivo al comunicato stampa diffuso dal Comune, apparso anche sul sito ufficiale dell’amministrazione, tramite il quale l’assessore Lazzari ha detto che mi comporto in modo “disonorevole e disonesto”, in quanto cerco “di raccattare voti raccontando falsità e gettando fango su tutte le persone che lavorano onestamente in Comune”. Il mio intervento in consiglio per meglio chiarire la vicenda non è stato ammesso dal Presidente del consiglio comunale. Non è la prima volta che interventi della minoranza quali emendamenti, mozioni, mozioni d’ordine, questioni pregiudiziali vengano giudicati non ammissibili. Inutilmente, perché le parole non si possono fermare».

Dopo aver denunciato questo tentativo di mettere a tacere le opposizioni, ha evidenziato l’uso improprio che viene fatto del sito istituzionale da parte dell’amministrazione comunale segratese.

«Il comunicato del Comune di Segrate con le dichiarazioni di Lazzari intitolato “Telecamere in stazione: le ennesime falsità di Micheli”, è apparso sulla pagina principale del sito istituzionale. La cosa più importante che il Comune ha ritenuto di dover dire ai cittadini e al mondo in quei giorni sono state: “Le ennesime falsità di Micheli”. Piuttosto sorpreso da tanto onore, ho scritto al segretario comunale per chiedergli spiegazione. Mi ha rimandato al dirigente responsabile della comunicazione che così mi ha scritto: “Gentile consigliere, ogni amministratore risponde delle sue dichiarazioni personalmente seppur all’interno di un comunicato istituzionale. Detto questo posso dirle che l’idem sentire è che per organi dell’amministrazione si intendano sindaco e giunta”. Bene, le dichiarazioni di Lazzari erano virgolettate, ma il titolo e le prime parole del comunicato: “Ancora falsità per raccogliere consensi…”, non sono attribuibili all’assessore, ma sono il testo della nota. Chi ne risponde? Il sindaco? Il segretario? Il dirigente? Il commesso della reception? Insomma, per idem sentire noi consiglieri possiamo essere insultati sul sito del Comune, ma non possiamo replicare. Penso che su questo dovremmo aprire una riflessione».

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