Regione Lombardia

Nota sulle attività regionali dei 5 centri per la vita autonoma e indipendente

By 15/04/2014One Comment

VitaIndipendenteLa DG Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato regionale sta monitorando le attività di cinque Centri territoriali per la progettazione della vita autonoma e indipendente delle persone con disabilità (CTVAI), finanziate anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all’interno del progetto sperimentale regionale “Soluzioni per integrate per la non autosufficienza e la vita autonoma” (DGR n. 3680/2012). Queste 5 realtà sono state individuate a seguito di una ricognizione sul territorio regionale, effettuata tramite le ASL.

Esse sono:
– CTVAI gestito da Fondazione Brescia Solidale con sede a Brescia –ASL BRESCIA
­- CTVAI gestito da Cooperativa SIM-PATIA con sede a Valmorea – ASL COMO
­- CTVAI gestito da Ass.ne So.La.Re. con sede a Como –ASL COMO
­- CTVAI gestito da LEDHA con sede a Milano –ASL MILANO
­- CTVAI gestito da Cooperativa GEODE con sede ad Arluno –ASL MILANO 1

Questa sperimentazione di durata annuale –si concluderà entro il prossimo mese di maggio 2014- prevede un finanziamento di € 150.000 ad ogni Centro.

Il monitoraggio regionale dei primi sei mesi di attività di questi Centri offre il seguente quadro.

Le attività svolte riguardano in particolare:
­- Adattamento domicilio e/o addestramento uso presidi e ausili: adattamento alloggi (es. montascale), implementazione ausili per la guida, addestramento all’utilizzo degli ausili, etc…
­- Counseling – consulenza e valutazione: servizi di informazione e orientamento nella rete, consulenze su barriere architettoniche negli edifici di abitazione, sugli ausili per la guida, consulenza su ausili di comunicazione, etc…
­- Avvio progetto di vita: predisposizione del progetto di vita autonoma/indipendente, addestramento in appartamenti palestra.

Dalle rendicontazioni pervenute si evince che più del 70% delle risposte attivate dai 5 Centri ha riguardato attività di consulenza/valutazione e i progetti di vita autonoma/indipendente sono limitati, infatti solo per il 18% delle persone è stato effettivamente avviato un progetto di vita in tal senso.

Le persone seguite da questi Centri nel primo semestre sono state n. 295 e presentano le seguenti caratteristiche:
­- Età: si evidenzia una prevalenza di persone nelle fasce più giovani della popolazione, di età compresa tra i 18 e i 34 anni e tra i 35 e 54 anni (46%), con una presenza significativa anche di persone di età superiore ai 65 anni (21% del totale).
­- Tipologia di disabilità: si evince una prevalenza di persone con tetraplegie, emiplegie e paraplegie e in generale persone con paresi degli arti (37%) o che presentano patologie neurologiche che esitano in disturbi motori (26%).

One Comment

  • leonardo tencati ha detto:

    mi chiedo che cosa ci sia ancora da sperimentare? probabilmente gli utenti che sono riusciti ad attivare progetti REALI di vita autonoma sono anche meno del 18%. Siamo alle solite regalie di soldi pubblici ad associazioni, cooperative, fondazioni. Con quei 900mila euro si sarebbero potuti avviare 90 progetti di vita indipendente da 10mila euro/anno!

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