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Ridurre la pressione fiscale sulle famiglie? Cominciamo dal canone Rai

By 21/02/2014No Comments

Rai-LogoNel 2013 il governo di Enrico Letta si è avvitato su se stesso nel tentativo di togliere agli italiani la tassazione sulla prima casa. E’ sembrata la guerra ad un nemico insidioso e abilissimo, la caccia ad un pubblico delinquente più sfuggente di Diabolik e Fantomas messi insieme.

Alla fine, sparita l’IMU prima casa, è spuntata la TASI e le previsioni dicono che per chi pagava poco di IMU più o meno pagherà lo stesso; invece chi pagava molto, perché aveva case grandi o importanti, risparmia un po’. Bel risultato.

Secondo me c’è invece una “tassa” che è ben più ingiusta, iniqua e sgradevole delle tasse sulla case, prime o seconde che siano: il Canone Rai.

Il canone è iniquo. Lo devono pagare nella stessa misura tutte le famiglie. Deve versare 113,50 € il povero pensionato che vive da solo ed ha un vecchio tv con decoder (c’è una esenzione: gli ultrasettancinquenni che, da soli o in coppia, hanno un reddito inferiore a ben 6.713,98 all’anno). Versa 113,50 € chi ha anche una seconda casa ed un televisore in ogni stanza.

Il canone è ingiusto. L’evasione dal canone è la più alta d’Europa. E’ stimata intorno al 27% dei tenuti a pagarlo per un valore di circa 550 milioni di euro l’anno.

La caccia all’evasore dà risultati risibili. Nel bilancio 2012 della RAi le entrate “coattive” di canoni arretrati sono state di 18 milioni. L’ingiustizia sta nel fatto che i migliori pagatori sono gli onesti, i deboli, le persone per bene. Ci sono furbi e sfrontati che si vantano della propria evasione.

Il canone è una incombenza sgradevole. Non so quanti siano le famiglie che ricorrono a modalità di pagamento via telefono od internet, ma penso che il pagamento con la tradizionale coda alla posta sia ancora il sistema scelto soprattutto dagli anziani.

Basta.

Il canone rende alla RAI meno di 1 miliardo e settecentomilioni di euro. Sostituiamolo con un finanziamento statale, come fanno i cugini spagnoli.

Sarebbe un bel segnale di novità e rimettiamo in giro un po’ di giustizia fiscale.

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